termini mediciAnoressìa. [anorexia, eng.] Dal greco anoreksía, der. di óreksis “appetito”. L’anoressia, con la bulimia,  è un Disturbo del Comportamento Alimentare. Chi ne soffre rifiuta il cibo e ha la morbosa paura di ingrassare, per questo cerca ostinatamente e in maniera ossessiva di mantenersi sotto un peso normale e percepito comunque come eccessivo. L’evoluzione della malattia porta verso una vera e propria repulsione del cibo che degenera fino a raggiungere l’anoressia conclamata, quando il peso corporeo scende sotto ai limiti della normalità (inferiore all’85% del peso ideale). I primi esordi coincidono solitamente con il periodo dell’adolescenza e la fascia considerata più critica è quella che va dai 15 ai 25 anni. La tempestività della diagnosi è fondamentale anche se generalmente è rallentata da più fattori. I medici in grado di intercettare il disturbo sono quelli di base, i pediatri, i ginecologi e i dentisti. Nel caso l’anoressia si accompagni ad abbuffate seguite da condotte di eliminazione (anoressia nervosa di tipo bulimico), si registra una tipica erosione dei denti, conseguenza del vomito autoindotto.

Come si riconosce l’anoressia? Soprattutto nella fase di esordio i sintomi sono caratteristici. Tra questi: paura morbosa di aumentare di peso; rifiuto ossessivo del cibo o di alimenti con zuccheri e grassi; alterata percezione corporea; eccessivo esercizio fisico; abuso di lassativi e diuretici. E i dati diffusi sono impressionanti. In Italia le patologie legate ai disturbi dell’alimentazione hanno avuto un picco alla fine degli anni Novanta e ne soffrono più di tre milioni e mezzo di persone, con 8.500 nuovi casi all’anno, di cui il 10 per cento sono maschi. Secondo i dati SDO (Scheda di Dimissione Ospedaliera) nel 2016 l’anoressia ha fatto 3240 vittime. È chiaro che scatta la parola d’ordine: sensibilizzazione. Dal 2012, il 15 marzo di ogni anno l’associazione Mi Nutro Di Vita  www.minutrodivita.it  organizza la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. Anche la Francia non dorme sul problema; ha approvato una legge anti-anoressia che obbliga le modelle a fornire un certificato medico per lavorare. La normativa ha l’obiettivo di evitare modelli di bellezza irreali tra gli adolescenti.  Dunque, malattia dei tempi moderni? Non proprio. Secondo lo storico Rudolph Bell, tra coloro che potrebbero aver sofferto di anoressia ci sarebbero anche alcune donne santificate e beatificate, tra le quali santa Caterina da Siena e beata Angela di Foligno.


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