I farmaci “vanno presi” molto seriamente soprattutto nel caso si assumano più medicinali contemporaneamente che possono influenzarsi reciprocamente causando “interazioni”, ovvero reazioni che possono ridurre, potenziare, compromettere l’efficacia o generare i noti “effetti indesiderati”. Ma in questo articolo vogliamo concentrarci su quello che sembra ovvio e scontato e che invece a volte non lo è, rischiando di imbattersi nella bevanda sbagliata per ingerire una pillola, annullando l’efficacia della medicina o in alcuni casi incappare in spiacevoli effetti. Per fare chiarezza sull’argomento ne abbiamo parlato con la prof.ssa Guglielmina Froldi – Dip. Scienze del farmaco dell’Università di Padova.

 Prof.ssa Froldi, nell’assunzione dei farmaci quanto incide la bevanda con la quale vanno presi?

Tutti i farmaci vanno presi con l’acqua, perché sicuramente non interferisce con le molecole, meglio in abbondante quantità per facilitare la dissoluzione e l’assorbimento. Anche quando si studia e si sperimenta un nuovo farmaco sul volontario sano, si usa l’acqua per la somministrazione. Tutte le conoscenze che abbiamo in merito all’attività, all’assorbimento, al metabolismo del farmaco, sono state studiate usando l’acqua. Una volta non c’erano queste attenzioni, ora sono sempre più condivise, poiché studi che risalgono a una decina d’anni fa, hanno dimostrato che alcuni succhi di frutta ad esempio possono interferire con l’assorbimento e il metabolismo di alcune categorie di farmaci.

 A quali succhi in particolare?

Prendiamo il succo di pompelmo, ma anche altri succhi mirtillo e perfino mela! Il succo di pompelmo sembra innocuo e di per sé lo è, ma non per assumere alcuni medicinali; assunto in grande quantità fa aumentare di molto i livelli ematici di molti farmaci. È stato infatti dimostrato che interferisce con l’assorbimento e il metabolismo di alcune statine (simvastatina, ad esempio) usate per diminuire i livelli di colesterolo ematico. È anche è sconsigliato assumerlo con i calcio-antagonisti prescritti per trattamento dell’ipertensione arteriosa e per il cuore. Quindi i farmaci vanno assunti sempre con acqua, è più sicuro.

Quali sono le bevande da “vietare” per assumere un farmaco e nel corso di una terapia?

Gli alcolici in primis nell’assunzione di qualsiasi terapia, L’accoppiata alcool-farmaci è imprevedibile e pericolosa. Addirittura da vietare quando si assumono farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale come ad esempio ansiolitici, antidepressivi, antistaminici, in quanto l’alcool ne potenzia gli effetti sedativi. Inoltre l’alcool potenzia l’effetto irritativo dei farmaci antinfiammatori sulla mucosa gastrica, quindi possono essere più dannosi per lo stomaco.  Un consiglio: come abbiamo detto, meglio evitare ma in caso capitasse di bere un bicchiere di vino o un superalcolico,  distanziare l’assunzione della medicina di almeno 30 minuti.

E le bevande da “evitare”?

Non parliamo di tossicità, ma è consigliato evitare caffè, tè, cacao e coca cola, che contengono caffeina e altre sostanze leggermente stimolanti, e quindi meglio limitarne l’uso nel corso di assunzione di farmaci per l’ipertensione arteriosa e per il cuore (antiaritmici) ma anche con i farmaci ansiolitici o per dormire. Alcuni prodotti farmaceutici contengono già caffeina, per esempio alcuni analgesici, antinfluenzali e antinfiammatori … quindi meglio evitare un’ulteriore aggiunta di caffeina.

 Come avviene l’assorbimento di un farmaco? E cosa può causare l’inefficacia?

L’assorbimento è la prima fase del viaggio di un farmaco all’interno del nostro organismo, è sostanzialmente il passaggio dalla somministrazione al circolo sanguigno. Quando il farmaco raggiunge l’intestino per arrivare al sangue la sostanza deve essere assorbita, deve oltrepassare le membrane cellulari. Questo passaggio può avvenire in vari modi. A volte le molecole usufruiscono di proteine che legano questo farmaco e lo spostano dall’altra parte della membrana cellulare. Questi legami sono abbastanza selettivi e sono un certo numero.  Se io prendo il farmaco con un succo di frutta che ha dei componenti che si legano alla stessa proteina in qualche modo c’è una competizione, cioè passa o un composto o l’altro. In questo modo cambia l’efficacia del farmaco perché vengono assorbite un numero diverso di molecole (interazione farmaco-trasportatore).

 Il latte non va d’accordo con certi farmaci, mentre si associa meglio ad altri. Perché?

Capita che alcune sostanze presenti negli alimenti si leghino ai farmaci impedendone l’assorbimento. Accade ad esempio con alcuni antibiotici, le tetracicline  e la ciprofloxacina,  si legano al calcio presente soprattutto nel latte e nei latticini e non sono  più assorbite, così la concentrazione nel sangue può essere ridotta di oltre il 50%. Alcuni antibiotici quindi non possono essere somministrati in concomitanza con i latticini. Il latte e l’antinfiammatorio invece è una buona associazione, in quanto il latte è basico e il farmaco in questione è leggermente acido e quindi si neutralizzano a vicenda.

Le interferenze tra cibo e farmaci riguardano solo i farmaci presi per via orale?

In linea di massima sì. L’interferenza di assorbimento avviene a livello di tubo gastro-intestinale. Ma se beviamo in modo smodato bevande alcoliche, può esserci interferenza anche con farmaci assunti per altra via di somministrazione, anche via intramuscolare; il tessuto bersaglio dove vanno ad agire in questo caso è il sistema nervoso centrale o il fegato.

 Assunzione del farmaco: stomaco pieno o stomaco vuoto?

Non c’è una regola, è bene leggere il foglietto illustrativo o chiedere al farmacista. Per un effetto rapido meglio prendere il farmaco a stomaco vuoto con un bicchiere d’acqua abbondante perché si accelera la solubilizzazione e l’azione del farmaco. Se voglio rallentare l’effetto e mantenerlo più a lungo nel tempo, è utile un’assunzione a stomaco pieno anche quando somministro farmaci lipofili,  ad esempio l’antimicotico griseofulvina, che vengono assorbiti meglio in presenza dei grassi del cibo.  In linea generale lo stomaco vuoto è la situazione più semplice e quella che dovrebbe dare un miglior assorbimento e quindi efficacia. Però è anche vero che ci sono delle eccezioni: le vitamine liposolubili a stomaco vuoto sono poco assorbite, quindi o vengono preparate in modo opportuno o devono essere prese durante il pasto.

 Non è dannoso per lo stomaco prendere un farmaco a stomaco vuoto?

È un luogo comune da sfatare. In linea generale il pH della mucosa gastrica è di circa 2, molto acido.  Il nostro stomaco è protetto da una pellicola di muco che lo avvolge per cui la mucosa gastrica non è direttamente a contatto con il pH acido. I FANS (Antinfiammatori Non Steroidei) che sono acidi, trovano un ambiente ancora più acido. Se l’antinfiammatorio viene usato per lunghi periodi da persone che hanno già problemi di reflusso o di gastriti, è più probabile che si accentui il danno perché c’è un meccanismo di protezione compromesso. Quindi tutto dipende dalla condizione di salute della persona della quanto a lungo si usa un prodotto, è sempre una questione di durata della terapia.

 Leggere o non leggere il “bugiardino”?

Le persone dovrebbero avere meno confidenza con i farmaci e più con i foglietti illustrativi, non tanto per i medicinali classici già dove il medico e il farmacista fanno informazione, ma soprattutto per i prodotti da banco. Oggi, rispetto al passato, con la formula domanda e risposta, il foglio illustrativo è sicuramente più leggibile e chiaro. Quindi prima di prendere un farmaco leggere sempre il foglio illustrativo almeno alla domanda: “Come prendere …”, lo trovate anche nel sito dell’AIFA .

Articolo pubblicato per la prima volta su atuttasalute.it


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