Davvero i latticini aumentano le nostre facoltà cognitive? Può darsi, ma non ci sono studi a conferma di questa ipotesi. Possiamo solo dire che negli Stati Uniti è stata identificata una correlazione tra consumo di mozzarella e conseguimento del dottorato in ingegneria civile. Ma, ad onor del vero, vi è una correlazione ancor più forte tra consumo di latticini e il numero di persone morte aggrovigliate nelle lenzuola.

correlazione mozzarella

A questo punto starete sorridendo perché avrete già intuito che si tratta di una correlazione spuria, ovvero una correlazione che lega due fenomeni che non hanno nulla in comune.
Ma quando si parla di fenomeni correlati non è sempre così intuitivo capire se tra questi c’è anche un nesso di causalità (uno è la causa dell’altro) oppure no, soprattutto se i dati che analizziamo coinvolgono la sfera della salute.

Ad esempio negli anni Quaranta quando ancora non esisteva il vaccino per la poliomielite i ricercatori trovarono una correlazione tra nuovi casi della malattia e il consumo di gelato.

vaccino polio

Qualche giornale allora titolò: “Trovata nel gelato la causa della poliomielite”, come se il gelato fosse il vettore del virus! Ma non era così.  Analizzando il contesto dei dati si arrivò alla conclusione che i due fenomeni semplicemente si verificavano allo stesso tempo: in estate. Con il caldo, infatti, vi era sia una recrudescenza della malattia, sia un maggior consumo di gelato.

Da allora si sono cercate e individuate correlazioni per spiegare ogni malattia, a volte con successo altre -come nel caso della poliomielite – si è stati indotti in errore, altre ancora era chiaro che la correlazione non esisteva o era spuria.

Come possiamo capire se questi grafici contengono delle notizie importanti, se confermano che un evento è la causa diretta dell’altro?  Non è sempre facile capirlo. Non basta nemmeno avere la certezza della fonte perché anche uno studio pubblicato in peer review può trarci in inganno se non abbiamo una formazione specifica per capire e valutare il metodo usato.
Ci basti ricordare un contestato articolo pubblicato su Jama, una delle riviste mediche più importanti, che ha individuato una correlazione tra autismo e precipitazioni piovose. Nell’articolo gli autori hanno anche ipotizzato un nesso di causalità, non dimostrato, né dimostrabile con il metodo utilizzato per valutare i dati. Articoli come questo aprono la strada a inutili speculazioni e generano ancor più confusione.

Ma allora non c’è speranza? Forse non saremo  in grado di capire sempre tutto, ma se non diamo niente per scontato e ci fermiamo a riflettere, abbiamo già fatto il passo più importante per analizzare con spirito critico ogni informazione giusta o manipolata che sia.


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