prodottoDoctor G – una graphic novel

“Tutto dovrebbe essere più semplice, non semplicistico”. Questa frase è attribuita ad Albert Einstein. E calza perfettamente a Doctor G, un libro che ha in comune due cose con il fisico più famoso del mondo: è preciso e geniale.

“Doctor G” è una graphic novel, un romanzo a fumetti. Di cosa tratta? Statistica, applicata alla medicina. E proprio in questa apparente contraddizione sta tutta la genialità degli autori. Autori che hanno scelto una forma di comunicazione visiva, immediata e solo apparentemente semplice per trattare un argomento complesso e nell’immaginario collettivo relegato in libri, schemi, appunti, esercizi…

Si legge nell’introduzione: “Nella nostra vita e nel linguaggio comune, parole come percentuale, frequenze, probabilità, rapporto rischio/beneficio ricorrono molto spesso. Si tratta di concetti fondamentali per prendere decisioni autonome e razionali, pari alla conoscenza del linguaggio o della matematica elementare. Eppure, non esiste una cultura statistica diffusa”. Nulla di più vero! Pubblicità, riviste, articoli, studi… In un mondo che continuamente propone dati, numeri e modelli matematici, è sin troppo semplice credere che l’abitudine comporti una capacità vera di analisi. “Doctor G” ci svela quanto questa convinzione sia radicata ma errata, specialmente nel mondo della medicina, dove i numeri possono gettare nel panico e confortare, uccidere e dare vita, salvare o condannare una persona.

Protagonista del fumetto è il dottor Eric Gard, professore di statistica presso l’istituto Max Planck di Berlino e occasionale collaboratore presso il tribunale della città. Attraverso le sue vicende private, i casi giudiziari e le lezioni universitarie, il dottore ci guida alla scoperta dei più comuni errori in cui si incappa nel valutare un dato statistico. Per citare un esempio, confondere l’aumento di sopravvivenza e la riduzione di mortalità (quest’ultima è il parametro corretto!) per verificare la bontà di un test di screening: “Chiunque scommetterebbe che è più efficace un test che aumenta la sopravvivenza dal 68% al 99% piuttosto che di uno che diminuisce la mortalità da 2 a 1.6 su 1000. Ma si tratta dello stesso test e le due statistiche si equivalgono!”

Come si appunta il dottor Gard: “Le informazioni non hanno significato di per sé. È il modo in cui vengono presentate che conta”. Un invito a fare attenzione ai numeri che leggiamo, facilmente manipolabili per trasmettere messaggi incompleti se non fuorvianti.

Come nel caso dei contraccettivi orali di terza generazione, accusati di aumentare del 100% (raddoppiare) il rischio di trombosi agli arti inferiori o ai polmoni. Un dato vero, espresso come rischio relativo. Ma che in termini assoluti significa che a soffrire di trombosi saranno due donne su settemila invece che una. La notizia, diffusa con i toni allarmistici del rischio relativo, ha causato un aumento di 13 000 aborti nel solo Regno Unito in un anno!

“Sa qual è la differenza principale tra Dio e un medico? Dio non pensa di essere medico”. Con questa battuta, il dottor Gard mette in guardia un ricercatore sin troppo abile (e corrotto) nel manipolare i numeri. Troppo spesso i medici, per malafede o ignoranza, comunicano dati e statistiche ai pazienti in modo scorretto, generando inutili ansie o false aspettative e impedendo ai pazienti di partecipare positivamente alla propria cura (“In realtà, ciò che i medici danno ai pazienti è l’illusione della certezza […] il consenso informato è una bella favola politicamente corretta”).

“Doctor G” è un geniale richiamo ad essere come il libro stesso si presenta: piacevoli, come un fumetto; chiari e sintetici, come le parole che si affiancano alle immagini; onesti e precisi, come il protagonista della vicenda. Un modo semplice (ma non semplicistico!) di ricordarci che “i numeri non devono far ammalare le persone ma aiutarle a scegliere”. Un progetto di comunicazione della scienza originale e perfettamente riuscito.

Lorenzo Paonessa


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