L’IMPERATORE DEL MALE. UNA BIOGRAFIA DEL CANCRO 
Siddhartha Mukherjee | Mondadori, 2016

biografia del cancroLa narrativa medica da sempre attinge a piene mani dal vocabolario bellico. La lotta alla malattia come battaglia contro un nemico è forse la metafora più immediata e calzante. È con questo spirito che il dottor Siddhartha Mukherjee ha titolato il suo libro “L’imperatore del male – Una biografia del cancro”. È un’immagine forte, suggestiva: nulla minaccia l’uomo del ventunesimo secolo tanto quanto il cancro, “un’entità multiforme, pervasa di una profonda valenza metaforica, medica, scientifica e politica”. L’autore/medico, quotidianamente in prima linea, sente il desiderio di estraniarsi per un momento dalla battaglia per ricostruirne il quadro di insieme. Ripercorre così le tappe di una guerra secolare che ancora oggi, ogni anno, lascia sul campo sette milioni di morti.

Le origini di questa storia si perdono nel mito. Perché tale è il karkinos, il cancro dell’antichità che cresce e si diffonde afferrando ciò che gli sta attorno. Per secoli all’uomo basterà la spiegazione di Galeno per convivere con esso: un fatale accumulo di bile nera. Sarà Vesalio, dopo più di un millennio, a riaprire la questione: i morti per cancro esistono, della suddetta bile nemmeno una traccia. I tempi sono tuttavia ancora prematuri: le grandi epidemie, la tubercolosi, il vaiolo ecc. sono ancora gli “imperatori del male”.

Scrive nel 1914 il dottor Wood, pioniere della radioterapia: “Non abbiamo imparato niente sulla reale causa del cancro o sulla sua vera natura. Siamo allo stesso punto dei Greci”.
Poco più di un secolo ci separa da questa affermazione. Basta questo per rendersi conto di quanto tumultuosa e ricca sia la storia del cancro degli ultimi cento anni.

Una storia che riprende il suo corso dal dottor Sidney Farber e della sua prima, brillante intuizione: “La scienza inizia contando. […] il cancro si deve poter contare, misurare, in maniera affidabile e riproducibile”. Contare i globuli bianchi per guarire la leucemia è l’approccio ideale: ha inizio la grande ricerca dei farmaci chemioterapici. Le scoperte della fisica del ‘900 portano le radiazioni all’interno degli ospedali: nascono l’imaging diagnostico e la radioterapia. A questi due nuovi strumenti si affianca una chirurgia sempre più raffinata e aggressiva, generando la grande illusione: l’esistenza di una cura universale per tutti i tumori. Decenni di cocenti sconfitte e lenti progressi mettono in luce quanto sia importante conoscere il cancro prima di combatterlo: “Un’era dell’oncologia si stava chiudendo. La disciplina si era già allontanata dalla sua fiera adolescenza, dalla sua infatuazione per soluzioni universali e cure radicali. […] La guerra contro il cancro dunque tornava a rivolgersi all’interno, verso la biologia di base, verso i meccanismi fondamentali”. I risultati finalmente arriveranno: tra il 1990 e il 2005 la mortalità per cancro diminuisce del 15% e un trend positivo è visibile ancora oggi.

Questo è però solo un assaggio della intricata e affascinante storia dipinta dall’autore: la sconcertante epidemia del fumo di tabacco, la nascita delle terapie palliative, l’AIDS e i tumori correlati ai virus… La Storia del ‘900 lascia un marchio permanente sulla guerra all’“imperatore del male”. Una guerra in cui il male muta e ci impone di inseguirlo di continuo, in quella che l’autore, rifacendosi ad “Alice in Wonderland” definisce la sindrome della Regina Rossa: “Qui […] devi correre più che puoi, per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte, devi correre almeno il doppio”.

L’imperatore del male – Una biografia del cancro”, premio Pulitzer nel 2011, è un libro impegnativo, esattamente come la secolare guerra che racconta. Conduce il lettore in un lungo percorso attraverso i secoli fatto di ricerche a vuoto e scoperte casuali, eroi ed antagonisti, scelte politiche e logiche di mercato, illusione e disperazione, sofferenze terribili e miracolose guarigioni. Lo fa con precisione e completezza pur mantenendo le vesti di un racconto, fluido, coinvolgente e a tratti emozionante. Sfogliata l’ultima pagina, rimane un velo di inquietudine per una storia che non può avere davvero un lieto fine. Ma anche un senso di sollievo e il riconoscimento per chi ha combattuto questa battaglia prima di noi. Grazie a loro, l’imperatore del male fa oggi meno paura.

Lorenzo Paonessa

La prima edizione del volume è del 2010, e quella italiana, pubblicata da Neri Pozza, dell'anno successivo. Il libro è stato poi esaurito e introvabile per anni. Nel 2016 è stato ristampato negli Oscar Mondadori.

 


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