MEDICI A METÀ. QUEL CHE MANCA NELLA RELAZIONE DI CURA
Claudio Rugarli | Raffaello Cortina Editore, 2017

Medici a metà - Quel che manca nella relazione di curaPer generazioni di medici (compresa l’ultima, di cui fa parte chi scrive) il nome di Claudio Rugarli riconduce immediatamente a Medicina interna sistematica, il trattato italiano più autorevole in materia. In aggiunta alla redazione di questo prestigioso volume, Claudio Rugarli ha onorato la professione medica come clinico, ricercatore e docente universitario.

In Medici a metà – Quel che manca nella relazione di cura, l’autore raccoglie le sue riflessioni sullo stato dell’arte della medicina, frutto dell’esperienza maturata in decenni di vorticosa trasformazione. Come egli stesso ricorda, agli inizi della sua carriera nulla era come lo conosciamo oggi: ospedali/padiglioni con camerate piene di pazienti, mezzi diagnostici e terapeutici limitati, patologie oggi scomparse e altre ancora non scoperte… neppure il Sistema Sanitario Nazionale era stato istituito! Ma è proprio grazie a questa rivoluzione, sperimentata in prima linea dall’autore, che egli riesce a riscoprire i fondamenti dell’arte medica, analizzandola nella sua essenza.

Rugarli descrive brevemente il passaggio dall’era semeiotica a quella tecnologica/informatica della medicina. L’intento è dimostrare come questa evoluzione sia di natura tecnica e non concettuale: il ragionamento clinico, lungi dall’essere incasellabile in algoritmi, rimane sempre un processo euristico. L’immaginazione e l’intuizione del medico sono imprescindibili per interpretare l’estrema variabilità di ciò che osserva: “[…] i componenti di ogni classe nosologica, ossia gli ammalati nei quali si diagnostica una stessa malattia, sono sì unificati dai criteri adottati per definire la classe ma per il resto sono diversi l’uno dall’altro”. Il metodo clinico si fonda principalmente sul processo induttivo, richiedendo conoscenze preliminari e grande esperienza per una corretta applicazione. Esso però non esaurisce l’attività del medico: “Penso che chiunque si dedichi all’attività clinica debba essere consapevole dei due aspetti della malattia […] quello dal punto di vista del paziente e quello dal punto di vista del medico. Se non lo è, e questo oggi capita spesso, è un medico a metà”. L’autore sottolinea l’importanza degli aspetti relazionali della medicina, anch’essi immutati dal passare del tempo e dal progresso scientifico (“mi illudo che nei loro elementi basilari e fondanti siano rimasti sempre gli stessi”). Auspica dunque che nel prossimo futuro l’Università prenda a carico la formazione del medico anche sul versante comunicativo, vero pilastro di questa professione.

Ampia parte del libro è dedicata poi alla filosofia della scienza: i rapporti tra medicina e religione, il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti… Rugarli affronta queste tematiche con il rigore dell’uomo di scienza e il tatto del medico, concedendo spazio alle convinzioni di ciascuno (“credo che non ci sia incompatibilità tra sapere scientifico e religiosità, perché ritengo che si tratti di due orizzonti completamente eterogenei”) ma rimanendo al tempo stesso intellettualmente onesto e coerente (“l’etica della conoscenza obiettiva prescrive che si accetti quello che la natura dice senza piegarlo ad altre esigenze”). Si interroga sul vero significato della malattia per l’essere umano, ben al di là dell’alterazione fisica: “La malattia è un venir meno dell’idoneità del corpo a svolgere il progetto della vita di un individuo”. Si comprende la volontà del medico di restituire pienezza di vita alla persona malata, obiettivo ben più alto della meccanicistica riparazione di un danno.

L’ultima parte del libro raccoglie alcune riflessioni dell’autore sui temi più attuali e complessi della medicina, nelle loro implicazioni politiche e sociali. È il caso del fine vita, dell’accanimento terapeutico o dell’aborto. Qui l’autore distingue la “vita biologica” dalla “vita umana”, sottolineando l’importanza del rispetto e della tutela di quest’ultima (vero tratto che ci distingue dagli altri esseri viventi) come fine primario della medicina.

Medici a metà – Quel che manca nella relazione di cura è un libro prezioso per chiunque voglia comprendere la medicina nella sua complessità, integrando la visione più umanistica e più tecnica della stessa. Perché, come conclude l’autore “l’armonizzazione delle due culture dovrebbe essere un tratto distintivo caratterizzante. […] Come amo affermare, la clinica si trova all’intersezione tra le scienze umane e quelle della natura”.

Lorenzo Paonessa


 


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