Nutrizione artificiale: per la legge è una terapia rifiutabile e non più un atto dovuto.

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Dopo tante battaglie, dal 14 dicembre il bio-testamento, ovvero la dichiarazione anticipata – fatta in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e volere – su quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel momento in cui subentrerà un’incapacità mentale, è legge.

Su questo argomento, difficile da comunicare per le sue implicazioni etiche, abbiamo chiesto il parere di un medico nutrizionista noto per la sua importate attività di divulgazione attraverso i suoi articoli su Il Fatto Alimentare e la partecipazione a trasmissioni televisive su Rai3: Antonio Pratesi

Dott. Pratesi, da medico, leggendo e ascoltando la notizia, qual è stata la sua prima reazione?

Finalmente una buona notizia da parte del nostro parlamento: l’approvazione della legge sul biotestamento. Onore ai parlamentari che in tutti questi anni hanno continuato a lavorare a questo progetto e soprattutto a Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, DJ Fabo e ai familiari che hanno continuato a lottare dopo la morte dei loro cari. In particolare Beppino Englaro che per 17 anni ha condotto una lunga battaglia legale affinché la volontà della figlia Eluana, che non avrebbe mai volto essere mantenuta in vita in quelle condizioni (stato vegetativo permanente), venisse rispettata.

Legge sul biotestamento fra conquista e chiarezza, qual è il punto cruciale?

È una conquista per tutti gli italiani perché finalmente si fa chiarezza su un punto cruciale: la nutrizione e idratazione artificiale somministrata tramite un sondino (Sondino Naso Gastrico SNG, Gastrostomia Endoscopica Percutanea PEG…) o un catetere venoso (PICC, Midline, agocannula…) sono un atto medico (terapeutico) e come tutti gli atti medici necessita del consenso del paziente che può anche rifiutare.

E la vera novità?

Nulla di nuovo per la comunità scientifica internazionale e per le società scientifiche italiane della nutrizione. Ma una novità per l’Italia, dove il dibattito è sempre stato molto acceso e confuso a causa della forte influenza esercitata da una parte della comunità cattolica che ha sempre considerato la nutrizione artificiale come un atto umanitario dovuto (quindi non una terapia medica) e la sospensione una forma di eutanasia passiva.

Accanto al biotestamento si è parlato molto di eutanasia. In effetti i due termini possono generare confusione.

Questa legge contribuisce finalmente a trasmettere una corretta cultura bioetica sia alla popolazione generale sia ad una parte degli operatori sanitari (infermieri, medici…): l’eutanasia è solo attiva e si configura quando un malato chiede ad un medico di somministrargli un farmaco che provoca la morte. Quindi la sospensione della nutrizione artificiale anche quando questo ha come esito la morte naturale del paziente non è eutanasia. La nutrizione artificiale quindi non è un atto umanitario dovuto, come ancora oggi alcuni medici continuano a credere, ma un atto medico che può essere iniziato o sospeso in qualunque momento nell’interesse del paziente e con la volontà del paziente anche anticipata per quando non potrà decidere.

Sembra una cosa scontata ma per l’Italia è un grande passo avanti in termini culturali.

Intervista di Lisa De Rossi


Per saperne di più sulla nutrizione artificiale guarda il video di Antonio Pratesi

 


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