ACQUA FRESCA? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia
a cura di Silvio Garattini | Sironi Editore, 2015

omeopatiaIl termine “omeopatia” suonerà certamente familiare ai più. Derivante dal greco òmois (simile) e pàtheia (malattia, dolore), definisce la branca più diffusa tra le medicine complementari e alternative. Generalmente se ne conosce il principio base: similia similibus curantur. In sintesi, il rimedio proposto per una patologia consta di una sostanza che causi sintomi simili alla patologia stessa. Tale sostanza è diluita (si arriva mediamente, per dare un’idea, a due microlitri di sostanza in una piscina olimpionica!) e dunque somministrata al paziente. Tutto chiaro, no?

Se questa spiegazione avesse suscitato qualche perplessità, Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia racchiude nelle sue pagine tutte le risposte del caso.

L’autore principale di questo testo è Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Insieme ai suoi collaboratori, egli risponde in maniera chiara e definitiva ai (legittimi) dubbi intorno a una pratica dotata di discreta diffusione eppure così orfana di certezze.

Le origini dell’omeopatia risalgono alla seconda metà del XVIII secolo. Il medico tedesco Samuel Hahnemann sostenne che i suoi prodotti (le miscele diluite di cui sopra) stimolassero la forza vitale a riparare il danno provocato dalla malattia. La spiegazione appare già di per sé fantasiosa. Nel primo capitolo del libro gli autori illustrano, in modo semplice ma rigoroso, i princìpi fisici e chimici che smontano i presunti fondamenti di tale disciplina, definiti una “commistione di teorie arbitrarie e empirismo esoterico” (comprese le più recenti riformulazioni, in primis la cosiddetta ipotesi della “memoria dell’acqua”).

La discussione sul piano scientifico è da definirsi ampiamente conclusa. Viene citato in proposito l’editoriale apparso nel 2005 su The Lancet, prestigiosa rivista medica, dall’eloquente titolo “The end of homoeopathy”.

Eppure, in Italia ancora oggi circa il 4% della popolazione ricorre a rimedi omeopatici. Se è vero che spesso questo accade per patologie banali e autorisolventisi, la cronaca recente ci mostra a quali danni possa condurre un cieco ricorso a queste terapie. Ma come è possibile tutto ciò?

La risposta degli autori nasce dall’analisi delle norme regolanti la pratica omeopatica. Norme che sottendono clamorose contraddizioni in termini. In Italia essa è infatti atto sanitario riservato ai medici chirurghi, farmacisti e veterinari. Ciò significa che le uniche persone autorizzate a erogare cure omeopatiche sono le prime che, per studi e formazione, ne dovrebbero immediatamente comprendere l’inconsistenza! Inoltre, i preparati omeopatici sono venduti nelle farmacie (in modo analogo ai veri farmaci, di cui arrivano a condividere lo status) pur essendo dichiaratamente privi di effetto, indicazioni terapeutiche e di tutto il controllo pre- e post-immissione in commercio proprio dei veri farmaci.

Come ben spiegato in un ulteriore capitolo del libro, a tali prodotti non è nemmeno attribuibile il tanto evocato effetto placebo. Esso infatti decade per motivi sia scientifici che etici: il medico che somministri un prodotto omeopatico è infatti tenuto a informare il paziente della non efficacia dello stesso (fondamento del consenso informato alla terapia), di fatto annullando l’effetto in questione.

Molti altri punti sono analizzati a fondo e con grande criticità in questo libro.

Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia rappresenta per il grande pubblico ciò che il sopracitato editoriale di The Lancet ha rappresentato per la comunità scientifica. È una risposta definitiva a questioni su cui non può esservi dibattito, come segnalato su un’altra rivista medica prestigiosa, il New England Journal of Medicine: “Non possono esistere due tipi di medicina, quella convenzionale e quella alternativa. Esiste solo la medicina che è stata adeguatamente testata e quella che non lo è stata, la medicina che agisce e quella che non funziona”.

Al termine della lettura sarete convinti di quanto sia necessaria, ogni tanto, dell’acqua fresca. Serve a mandar giù i farmaci, quelli veri, frutto del progresso medico-scientifico. Quelli che si sono dimostrati così efficaci da garantirci un’aspettativa di vita lunga quasi un secolo.

Lorenzo Paonessa


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