Ricorre oggi, 11 aprile, la nascita di James Parkinson, cui si deve la descrizione della malattia che porta il suo nome.

parkinsonEra il 1755 e James Parkinson nasceva a Londra.
Laureatosi in medicina, si distinse per il suo impegno nella prevenzione ed educazione sanitaria oltre che nella formazione dei medici. Ma aveva anche molti interessi al di là della medicina, in particolare la chimica, la paleontologia e la geologia. E non ultimo l’attivismo politico, con idee vicine agli ideali della Rivoluzione francese.
Membro di società segrete, fu processato (ma poi assolto) per aver fatto parte di una organizzazione che avrebbe tramato un colpo di stato con l’assassinio di Re Giorgio III (si tratta della famosa congiura detta “della cerbottana”, perché il re doveva essere ucciso con un dardo avvelenato lanciato appunto da una cerbottana). Anche per questo visse lunghi anni nell’ombra, ma nel 1817 pubblicò un lavoro che descriveva per la prima volta la paralisis agitans. Tale descrizione era estremamente accurata e precisa, una perfetta descrizione di un quadro clinico memore dei metodi di Sydenham (che aveva descritto la corea) e Ippocrate, al punto che quarant’anni dopo il noto Charcot (noto per i suoi studi sull’isteria che ispirarono Sigmund Freud) si limitò ad aggiungere un sintomo (la rigidità) e definì quella che poi sarebbe stata ricordata per sempre come la malattia di Parkinson.

James Parkinson morì il 21 dicembre 1824.

La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa, a evoluzione lenta e progressiva con coinvolgimento, principalmente, delle funzioni relative al controllo dei movimenti e dell’equilibrio. Tremore a riposo, rigidità, bradicinesia e acinesia, oltre – in una fase più avanzata – a instabilità posturale, sono i sintomi principali di detta malattia, le cui cause non sono ancora ben note.


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