rischio asteroideEra il 1954. Ann Elizabeth Hodges si era da poco appisolata sul divano nella sua casa a Sylacauga, quando fu bruscamente risvegliata dal rumore di uno schianto seguito da una nuvola di fumo. Prima che potesse realizzare cosa stava accadendo fu colpita all’anca e alla mano da un meteorite di 4 chili che aveva attraversato il soffitto della stanza…

Non è l’inizio di un romanzo, non è la famosa pubblicità sulla merendina, è una storia vera, l’unica forse documentata in tempi moderni che (nel caso ce lo chiedessimo)  ci dice che sì, è possibile essere colpiti da un meteorite … o da un asteroide. Ma le probabilità che ciò accada sono bassissime, quasi nulle. Occupiamo così poco spazio sulla superficie terrestre che è difficile che uno dei tanti meteoriti che cadono sul nostro pianeta riesca a centrarci in pieno.

Fintantoché parliamo di meteoriti la differenza tra possibile e probabile ci sembra chiara, ma non operiamo sempre questa distinzione, anzi! Spesso quando leggiamo articoli scientifici –  che siano divulgativi o di ricerca – trattiamo i due termini come sinonimi, soprattutto se gli articoli trattano temi che ci toccano da vicino come la salute.

Così se leggiamo che un vaccino può causare una complicanza che ci sembra particolarmente minacciosa rifiutiamo il vaccino. In fondo – pensiamo – meglio contrarre l’influenza piuttosto che incorrere nella remota possibilità di sviluppare la sindrome di Guillain-Barré  in seguito dell’inoculazione del vaccino anti-influenzale.

Ma come per il meteorite, ammettere l’esistenza di una possibilità, non implica che queste complicanze si verificheranno sempre e comunque. La probabilità che ciò accada potrebbe essere pari a zero, o così bassa da non incutere alcun timore.  Quindi non deve essere il “sì è possibile” a preoccuparci, ma eventualmente “quanto è possibile”. Perché a fare la differenza saranno le percentuali di rischio che un evento accada veramente.

 


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