LE REGOLE DELLA CURA. LA MEDICINA È UN RACCONTO
Siddartha Mukherjee, Galli (traduttore) | Rizzoli, 2016

“I dotti di epoche passate hanno speso molto tempo e intelligenza cercando le cause recondite della cattiva salute, e curiosi di immaginare la segreta fabbrica della natura [hanno] collegato le loro fantasticherie, e imbastito sistemi e concezioni [che] hanno sviato le loro ricerche dalla conoscenza delle cose reali.”

È con questa citazione del filosofo John Locke che si apre la breve ma seducente “nuova narrazione” di Siddhartha Mukherjee, medico e ricercatore di spessore internazionale oltre che autore di straordinario talento, presente anche nelle reti sociali [twitter] in tutta la sua prorompente personalità di giovane medico al servizio dell’umanità. Oncologo, ematologo e genetista è conosciuto per le sue ricerche in biologia cellulare nel campo delle staminali e sulle interazioni tra il microambiente e lo sviluppo di cellule cancerose. Nato nel 1970 a New Delhi si trasferì a 18 anni alla Stanford University dove si laureò. È attualmente Professore associato alla Facoltà di Medicina della Columbia University e medico attivo al Columbia University Medical Center di New York. Mukherjee, ormai naturalizzato statunitense, ha acquisto grande notorietà a livello internazionale come raffinato scrittore e colto saggista in lingua inglese.

Quando finì di scrivere The Emperor of All Maladies: A Biography of Cancer [edizione italiana L’imperatore del Male], monumentale opera sul cancro che gli valse il Premio Pulitzer nel 2011, pensava di non avere più nulla da raccontare. Ma poco dopo inizia a scrivere The Gene: An Intimate History [edizione italiana Il gene: Il viaggio dell’uomo al centro della vita] una sorta di prequel che va a indagare a ritroso laddove ha inizio “il male” fin dove “il gene” diviene una storia, o meglio la storia della ricerca della normalità, tra identità, variazioni ed ereditarietà.

Ciò che avrebbe segnato per sempre il suo modo di affrontare la professione medica fu un libro autobiografico di Lewis Thomas, ricercatore, medico, poeta, saggista, educatore, e consigliere politico statunitense, The Youngest Science: Notes of a Medicine-Watcher. Da allora non ha mai smesso di porsi la domanda se la medicina abbia o meno leggi come le altre scienze, considerato che le leggi della scienza si basano sulla validazione dei dati degli esperimenti replicati da altri scienziati.
L’edizione italiana di The Laws of Medicine: Field Notes from an Uncertain Science prende il titolo di Le regole della cura: La medicina è un racconto, titolo che non rende a sufficienza il distillato di alcuni concetti che permeano il senso “filosofico” di questa lettura essenziale per medici e pazienti.

siddhartaLe leggi della medicina: la medicina è una scienza come le altre? O nel tentare di stabilire leggi si pecca di arroganza? Queste le domande che si pone l’autore nel tentativo di offrire al lettore un affascinante scorcio storico tra le lotte per il benessere e la salute dell’uomo e le scoperte scientifiche che hanno portato a interpretare la medicina in modo innovativo. La recensione del BMJ sottolinea la dolce ironia nel titolo che, con grande maestria, Mukherjee sovverte con un eloquente sottotitolo carico di più significati “Note di campo da una scienza incerta.” Le note di campo sono gli appunti che in ogni scoperta documentano le osservazioni puntuali, annotazioni prima, durante e dopo l’esperienza di osservazione nella pratica clinica. Intuizione ed esperienza sono indispensabili per poter interpretare nel modo più corretto il risultato di un’analisi medica.

Legge n. 1 “Un’intuizione forte è molto più potente di un esame debole”. L’approccio appassionato e critico di Mukherjee si sintetizza con quanto scrive: “Le leggi della medicina non si possono racchiudere in equazioni, costanti e altri numeri”. Il teorema del matematico del ‘700 Thomas Bayes sulla probabilità delle cause può insegnare a come interpretare un esame, dato però un certo contesto (genetica, anamnesi familiare, ambiente, stili di vita), al fine arginare il fenomeno dei “falsi positivi”. In altri termini un esame non è un “oracolo di Delfi”, ma un “congegno per trasformare la probabilità”.

Legge n. 2 “La normalità ci insegna le regole. Le anomalie ci rivelano le leggi”. Ecco che appunto il titolo italiano può sviare dal senso profondo di quanto Mukherjee vuole comunicare, ovvero che senza un’osservazione sistematica e rigorosa le ipotesi possono condurre lungo percorsi sbagliati. Dall’analisi bayesiana alle scoperte stellari dell’astronomo del XVI secolo Tycho Brahe, Mukherjee conduce il lettore all’interno di storie cliniche reali trasformate in parabole e aforismi che illustrano vari aspetti della vera medicina clinica.

Legge n. 3 “Per ogni perfetto esperimento medico c’è una perfetta parzialità umana”, o meglio per usare le affascinanti parole di Mukherjee “ogni scienza paga un dazio all’inevitabile parzialità dell’essere umano”. La “norma” in ambito fisiologico ha portato nel tempo i medici a basarsi su parametri fisiologici “normali” (pressione, statura, massa corporea, …) e a mantenere tale approccio anche negli stati patologici per cui si ha il “diabetico normale” o il “tipico” paziente con insufficienza cardiaca o quello che risponde alla chemioterapia. Invece, non si sa quasi nulla del perché un certo paziente si colloca distante da tali parametri “normali”. Sono i valori clinici anomali che ci conducono verso nuove leggi. Speranza e illusione sono insidie che esplodono in tutta la tragicità che ha caratterizzato alcuni capitoli della medicina citati dall’autore (Mukherjee riprende alcuni temi trattati nella sua ammaliante “biografia sul cancro”, in particolare l’ipotesi della mastectomia radicale effettuata dal chirurgo statunitense William Halsted a Baltimora tra fine ‘800 e primo ‘900).

Questa appassionante lettura offre al vasto pubblico la possibilità di condividere le profonde questioni legate ai progressi della medicina e di capire come si prendono le decisioni mediche. Del resto si chiede alla medicina di prendere decisioni perfette con informazioni imperfette quando “la disciplina medica riguarda la manipolazione della conoscenza in condizioni di incertezza”.  

Antonella De Robbio


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