E’ bastato che le carni lavorate venissero inserite nelle tabelle di rischio assieme a tabacco e amianto per scatenare il panico. Ma davvero questo significa che salsicce e prosciutti danneggiano il nostro organismo al pari del fumo di sigaretta?

La risposta è no.

La classificazione della IARC distingue tra: “cancerogeno, probabilmente cancerogeno, probabilmente non cancerogeno, non classificato”.
rischio cancro
Quindi se due elementi, come in questo caso, finiscono nella prima categoria, significa solo che sono entrambi cancerogeni, non che un amante della buona tavola ha lo stesso rischio di ammalarsi di cancro di un accanito fumatore.

Quando si parla di rischio vien voglia di snocciolare dati, ma in questo caso è abbastanza difficile perché i due agenti causano tipi di cancro diversi, che hanno un’incidenza diversa e che possono essere ricondotti a cause diverse.

In pratica non sono confrontabili.

Inoltre, non tutti i casi di tumore al polmone sono causati dal fumo e non tutti quelli al colon dalla carne. Secondo alcuni dati pubblicati dal Cancer Research UK , ad esempio, la carne sembra essere una delle cause del cancro colon-rettale in 2 casi su 10, mentre il fumo sembra essere responsabile del cancro al polmone in 8 casi su 10.
rischio cancro
Questa prima riflessione, già ci tranquillizza un po’, ma resta il fatto che le carni lavorate sono state classificate come cancerogene e che chi le mangia è più a rischio di chi non ne fa uso.

Vero.

Ma c’è veramente tanta differenza tra il rischio che corrono le due diverse categorie (carnivori e vegetariani)? Per saperlo dobbiamo distinguere tra rischio assoluto e rischio relativo.

Cos’è il rischio assoluto

È il rischio che ho di contrarre una malattia in un determinato arco di tempo, un mese, un anno, nel corso della mia vita…

Il rischio che una persona ha di ammalarsi di cancro colon-rettale nell’arco della sua vita è del 5%, che mangi carne oppure no (non tutte le forme di cancro-colon rettale sono causate dalla carne, come si è detto 8 su 10 hanno altre cause).

Cos’è il rischio relativo

E’ il rischio che ho di contrarre una malattia paragonato al rischio che ha un altro gruppo di persone di contrarre la stessa malattia (es. carnivori e vegetariani).

Secondo lo studio chi consuma carne lavorata ha un rischio relativo del 18% di ammalarsi di cancro colon-rettale in più, rispetto a chi non consuma carne. 18% ? Sì, ma è un rischio relativo, non assoluto. 18% in più rispetto a quel gruppo, non all’intera popolazione.
Se facciamo due calcoli, poiché una persona (che mangi carne oppure no) ha un rischio assoluto del 5% di ammalarsi , il rischio assoluto di chi mangia carni lavorate rispetto a chi non la mangia diventa del 6% circa (18% di 5%).

In pratica il rischio assoluto di ammalarsi di cancro colon-rettale, a causa di un eccessivo consumo di carni lavorate, è di un solo punto percentuale più alto rispetto a chi non ne fa uso.

Non bisogna, tuttavia, farsi scudo dei numeri per sentirsi tranquilli. C’è sempre il rischio che consumando troppa carne si sia soggetti ad altre patologie, ben più comuni e spesso fatali.

[Articolo originariamente pubblicato su Medium]


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