Lo scorso 7 aprile si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Salute, per ricordare la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO), avvenuta il 7 aprile 1948. Fu proprio nel corso della sua prima assemblea che la WHO decise di proporre questo appuntamento annuale scegliendo di volta in volta un tema specifico. Quello di quest’anno è “Copertura sanitaria universale: per tutti e dovunque”.

Ma cosa si intende per salute? Cosa ingloba, cosa raccoglie questa parola che è il motore primo di tutto il nostro lavoro, il nostro comunicare?

Secondo lo Zingarelli 2018 salute (la cui derivazione latina [salutem] sta per salvezza, mentre quella indeuropea [salvus] sta per salvo) è “il complesso delle condizioni fisiche in cui si trova, abitualmente o attualmente, un organismo umano”. Come si noterà, ciò non equivale ad essere in buona salute come superficialmente si potrebbe pensare quando si usa questo termine (si pensi, per esempio, alle forme “essere in cattive condizioni di salute”, “avere una salute cagionevole” e via dicendo). E ancora, pensiamo al Ministero della Salute, che presiede, sopraintende alla situazione sanitaria del Paese, quale essa sia.

 

Sempre lo Zingarelli, però, nella seconda accezione di salute ci dice che essa è “uno stato di pieno benessere fisico e psichico dell’organismo” (“essere in salute”, “avere una salute di ferro”, “essere il ritratto della salute”…). È ovvio che così ci piace pensare alla salute.

In senso esteso salute è anche tutto ciò che contribuisce a mantenere o a rendere buone le condizioni fisiche di un organismo (“il movimento è salute”, “mangiar bene è salute”…).

E infine, salute è anche un’espressione augurale, che si usa nei brindisi ed è così che vogliamo “salutarvi” e darvi il benvenuto nel nostro nuovo sito, appena rinnovato: seguiteci e, mi raccomando, state in salute!


Commenti

Lascia un commento