inquinamentoQuando ho cominciato a pensare a un progetto di comunicazione degli effetti dell’inquinamento sulla salute umana, sapevo già che avrei dovuto usare l’immagine per trasmettere le informazioni. L’immagine è un potente strumento di comunicazione, capace di evocare emozioni e di spingere le persone a prendere decisioni con una forza e un’efficacia superiori allo scritto e al parlato. E questo perché il nostro cervello è per sua natura più visivo che verbale. Un’immagine può trasmettere messaggi senza bisogno di parole e favorire la comprensione dei testi.

Tradurre in immagine un argomento così complesso come gli effetti sulla salute dell’inquinamento idrico, del suolo e atmosferico è stata una bella sfida. Soprattutto perché ho scelto di farlo attraverso delle brevi storie basate su una relazione di causa-effetto tra inquinante e malattia/morte. Ma non storie qualsiasi, storie a fumetti ispiratemi dal mondo dei LEGO e che avessero un mio stile. Storie che ho realizzato facendo uso di fotomontaggi tra i paesaggi reali e gli omini LEGO, i miei speciali “alter-ego” dell’uomo.

Perché i LEGO? Perché il mio progetto è destinato ai “millennials”, quei giovani già sensibili alla produzione di contenuti digitali e più recettivi all’informazione visiva, soprattutto quella legata alla memesfera; quelli orientati a dei nuovi criteri di ricerca online che trovano nelle immagini la migliore risposta; quelli che si annoiano facilmente e hanno bisogno di immediatezza e semplicità di contenuti.

Ma non è l’unico motivo, questa scelta è stata anche dettata dal desiderio di sperimentazione e dalla necessità di produrre materiali che rispecchino le nuove tendenze comunicative come lo storytelling e che vedono i giocattoli – in particolare sui canali Twitter e Instagram – protagonisti e veicoli di messaggi.

Oggi, ci sono diversi studi che avvallano l’utilizzo dello storytelling scientifico attraverso i fumetti. I fumetti possono trasmettere messaggi e rendere più semplice ed efficace la comunicazione di informazioni complesse, soprattutto a un pubblico di non esperti, facilitando la diffusione di idee e consentendo di apprendere in modo divertente. E a mio parere sono anche un ottimo punto di partenza per diffondere in modo preciso dei concetti essenziali che poi possono essere approfonditi dai singoli consultando le fonti scritte.

Ezzuela Zarantonello
Biologa e divulgatrice scientifica . Collaboro con Novatech, vedo la vita a fumetti e racconto la scienza con i LEGO. Incontriamoci su Linkedin o Twitter.


Per approfondire:
Resource Media. Seeing is Believing A guide to Visual Storytelling Best Practices.
Rigutto C. Generazione meme. Cowinning Conversazioni digitali, 2014
Purcell K, Rainie L, Heaps A et al. How Teens Do Research in the Digital World. Pew Research Center, 2012
Arriolo, A. Comics as a narrative in natural science education. Western Anatolia Journal of Educational Science ISSN 1308-8971: 93-98. 2011


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